Chiesa Madre di Santa Sofia

La Collegiata di Santa Sofia è la chiesa madre di Giugliano in Campania, situata nel centro storico lungo il Corso Campano, nella diocesi di Aversa. È uno dei principali simboli religiosi, culturali e architettonici della città.
Cenni storici
Edificata a partire dalla metà del XVI secolo sul sito di una più antica chiesetta dedicata a Santa Sofia e un oratorio del Corpo di Cristo, fu ampliata nel Seicento secondo un progetto ispirato alla chiesa di Sant’Andrea della Valle a Roma. I lavori proseguirono fino al 1745 sotto la direzione di Domenico Antonio Vaccaro celebre architetto e scultore napoletano, che curò la decorazione interna e il disegno del pulpito in marmo.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito diverse modifiche: il campanile fu ricollocato a fine Ottocento; durante la Seconda guerra mondiale la cupola venne danneggiata e successivamente ricostruita. Nel 2024 sono iniziati nuovi lavori di restauro.

Esterni
La facciata, di stile tardo-manierista, è semplice ed elegante, con portale in piperno del XVII secolo e due lapidi commemorative dedicate a Giovan Battista Basile e Papa Urbano VIII. Il campanile settecentesco ospitava tre sculture simboliche oggi sostituite da copie: il Sole, una donna gravida (simbolo cittadino) e Santa Sofia, allegoria della sapienza.
La cupola, rivestita da maioliche giallo-verdi, si distingue per il suo tamburo finestrato e il lanternino rococò.

Interni
L’interno, luminoso ed elegante, rappresenta uno dei più alti esempi di barocco-rococò della zona nord di Napoli. Presenta una navata unica con cinque cappelle per lato, riccamente decorate con stucchi, tele e affreschi del XVIII secolo. Tra gli elementi di spicco:

  • Il soffitto cassettonato con dipinti di Nicola Cacciapuoti
  • L’organo seicentesco di Fabrizio Cimino
  • Il presbiterio, con altare maggiore in marmi policromi su commissione del duca Francesco Grillo
  • La Cappella del Tesoro di San Giuliano (1631), con reliquie del santo

Notevole anche la tela della Caduta di San Paolo (1634) di Giuseppe Marullo, e altre opere legate alla scuola di Massimo Stanzione .

La chiesa custodisce le spoglie di Giovan Battista Basile, autore de La gatta Cenerentola, sepolto qui il 23 febbraio 1632.