Parco Archeologico di Liternum
Liternum era una città romana della Campania antica, sita presso l’attuale Lago Patria, frazione del comune di Giugliano in Campania. La città si trovava sulla sponda sud del Lago di Patria presso la foce del fiume Clanio e la Silva Gallinaria.
La zona era abitata già in epoca preistorica e successivamente da popolazioni di stirpe osca che probabilmente vi fondarono una città. Questa fu poi ampliata dai romani che nel 194 a.C. fondarono Liternum. La città si trovava sulla sponda sud del Lago di Patria (detto allora Literna Palus) presso la foce del fiume Clanis. La città fu assegnata a dei veterani della seconda guerra punica, appartenenti all’esercito di Scipione l’Africano, che qui si rifugiò esule e vi morì nel 184 a.C.. La città ebbe un notevole sviluppo in epoca augustea, ma soprattutto tra la fine del I ed il II secolo d.C., dopo che fu attraversata dalla via Domiziana che, partendo da Sinuessa (nel territorio dell’odierna Mondragone), la collegava con i centri della costa campana ed in particolare con il porto di Puteoli, l’odierna Pozzuoli, dove la strada terminava.
Dopo gli scavi archeologici degli anni ‘30, furono riportati alla luce il Foro, un tratto della Domitiana, la Basilica e il Teatro.
Uno degli abitanti più illustri di Liternum fu Publio Cornelio Scipione l’Africano che fu accusato di essersi impossessato del bottino conquistato durante le campagne d’Africa, lasciò la capitale e si trasferì in questa località. Un’antica leggenda vuole che morendo lui avesse fatto incidere sulla propria tomba: “ingrata patria non avrai neanche le mie ossa”. Secondo alcuni studiosi, infatti, qui potrebbe trovarsi la tomba dell’antico condottiero, anche se non abbiamo conoscenze esatte del luogo in cui fu costruita.

